Manuale Kaiju
L'Emocitina K
EMOCITINA K - PROPRIETÀ E RICERCHE
Nota del Laboratorio DISME: Questo documento contiene i risultati preliminari delle ricerche sulla macromolecola Emocitina K. Alcune informazioni potrebbero essere soggette a modifiche con l'avanzamento degli studi.
CARATTERISTICHE GENERALI
L'Emocitina K è una proteina che tutte le specie Kaiju, senza alcuna eccezione, presentano. È un dato talmente certo che gli attuali sistemi di rilevamento sia di piccole dimensioni (per la Fanteria) che per Mecha, Anima e ogni sorta di sistema di individuazione civile cerca miratamente la sua presenza: finora non è mai stato rilevato un Kaiju che non ne fosse provvisto, anche se è tutt'ora incerto se la possegga o la produca all'interno dell'organismo.
Manipolandola è stato possibile creare una sostanza che a contatto con l'Emocitina K si solidifica, creando il meccanismo dell'Arma per Classe A "Kagu".
Scoperte Recenti
La più recente scoperta sulla ricerca di questa macromolecola ancora in gran parte sconosciuta ha potuto evidenziare un filamento di gene che in precedenza non era mai stato segnalato nella molecola e perciò sconosciuto e che in campo biologico non era mai stato classificato. La sua composizione ha dato dubbi sulla sua natura, portando a pensare se sia artificiale o meno, visto che sia nel regno animale o in quello vegetale, non era mai stato mai riscontrato. L'attuale teoria più accreditata è che sia uno di filamenti di DNA direttamente alieno.
La presenza della macromolecola consente l'acidificazione dei liquidi presenti nelle cellule, e più è alta la percentuale e più veloce risulta il processo rendendo più alta la concentrazione dell'acido, dando dei valori anche superiori come già riscontrato anche in precedenti esemplari di kaiju. In termini poveri, più emocitina emette un Kaiju, più in media il suo sangue è acido.
Proprietà Rigenerative
L'emoticina da sola non sembra spiegare come sia la rigenerazione dei tessuti e organi nei kaiju, e sono necessarie ulteriori indagini, tuttavia si ritiene che sia una delle parti principalmente responsabili delle loro capacità. La macromolecola separata dalla componente acida del suo elemento, perde forza ed inizia a disgregarsi velocemente, con i legami che perdono forza separati dal loro ambiente acido.
Esiti idrolisi Enzimatica
Particolarmente rilevanti sono stati i risultati di esperimenti che di idrolisi chimica e enzimatica. La prima è stata scartata in quanto le risultanti sono solo sottoprodottici tossici, ma le seconde hanno aperto scenari di studio interessanti.
A conferma che l'Emocitina K ha delle componenti non terrestri, alcuni suoi comportamenti con gli enzimi proposti durante i vari tentativi di idrolisi non rientrano tra le risposte classiche delle proteine di origine terrestre:
- Con molti enzimi presenti in animali e umani si ottiene uno strano effetto collante invece che disgregativo.
- Durante la sperimentazione è emerso che l'emocitina tende cercare legami con i vari componenti degli enzimi mentre si scinde, tuttavia sia in simulazione che nei campioni fisici non è successo nulla di definitivo, mancando evidentemente degli enzimi Kaiju che la proteina dovrebbe prendere dal corpo del Kaiju. Quello che rimane è una scissione incompleta da entrambe le parti, che si legano per alcuni componenti mentre altri non interagiscono nemmeno fra loro.
- A fronte di controprove è stato appurato che questo comportamento rimane costante in tutti i campioni (quindi per fare un esempio urea+emocitina si comporta sempre allo stesso modo).
- Tra tutti gli enzimi uno riesce a scindere l'emocitina K rendendola inerte: la tripsina, un enzima appartenente alla classe delle idrolasi, che è in grado di ridurre le proteine a polipeptidi più piccoli o singoli aminoacidi che possono essere presenti nell'intestino degli esseri umani: è pertanto un enzima fondamentale nella digestione delle proteine.
In base agli esperimenti la Tripsina scinde l'emocitina in maniera variabile da pochi minuti ad 3/4 ore (ovviamente dipende dalla quantità di enzima usato). La tripsina deve venire direttamente in contatto con l'emocitina K per avere effetto quindi è da escludere sicuramente un uso gassoso dell'enzima.
Le proprietà dell'Emocitina K potrebbero aprire la strada a nuove armi anti-Kaiju, ma anche a pericolose applicazioni se questa proteina venisse manipolata incorrettamente. È fondamentale che la ricerca prosegua in ambiente controllato, sotto la diretta supervisione della DISME.
— Major T. Laurent, Capo Ricercatore DISME
Documento DISME-BIO-2245-03